Luc-Hubert Sejor - Mizik Filamonik: Suono spirituale
LABEL: Heavenly SweetnessVINILE NERO DA 180 G. CON NOTE DI COPERTINA IN CREOLO, FRANCESE, INGLESE
Pubblicato originariamente nel 1979, "Spiritual Sound" è all’altezza del suo nome: un album slanciato e trionfante, sei brani di magia dello spirito dalla Guadalupa. Tellurico, intenso, terribilmente vivo, il tamburo gwoka della Guadalupa porta l’identità di un’isola dolorosa e ardente. Segnata per sempre dal crimine della schiavitù, la créolité della Guadalupa custodisce i tamburi ka e il loro ambiente naturale: il boula dal suono grave con pelle di capro maschio, il makè solista dal suono acuto con pelle di capra femmina, lo chacha, i ti bwa, il triangolo, la calabassa e altri strumenti a percussione che li circondano, e le voci: le voci infuocate, fiere, timbrate, urgenti del gwoka. Questo album è anche una leggenda per le sue voci: nella sua allora abbagliante giovinezza, il cantante Lukuber Séjor fu tra i primi artisti gwoka a femminilizzare in larga misura il coro dei répondè, che dialogano con il suo testo, consegnato con una voce diritta e potente. E qui tutto fissa nuovi criteri. Nel 1979, Mizik Filamonik - Spiritual Sound proclamò un patriottismo spirituale di ferocia intensa. L’album di Lukuber Séjor – la cui sola grafia è una battaglia – si propone di dare alla Guadalupa le armi impalpabili del rispetto di sé e della conoscenza di sé, attraverso una pratica singolare della musica tradizionale. La genesi della musica gwoka è meno lineare di quanto si possa immaginare... I tamburi svolsero il compito servile di accompagnare il lavoro degli schiavi nei campi e durante le “corvées” imposte dall’amministrazione, prima di essere praticati liberamente dal popolo dopo l’abolizione del 1848. Al cuore della convivialità dei guadalupensi più lontani dalle città – geograficamente e socialmente – i tamburi gwoka escono per il carnevale, le veglie funebri e le feste di quartiere, ma anche durante gli scioperi, gli accessi d’ira e le veglie armate dei tumulti e delle rivolte che hanno punteggiato la storia dell’isola. Per generazioni, i governatori della colonia e poi i prefetti del dipartimento d’oltremare della Guadalupa hanno visto nel gwoka un possibile focolaio di disordini e una minaccia all’ordine pubblico. Ma mentre in Europa si dispiegavano la beatlemania, la “chanson engagée” e le rivoluzioni del rock, i giovani si rivolsero ai tamburi del mizik a vié nèg (“musica da negro cattivo”, in creolo), che i guadalupensi avevano imparato a disprezzare seguendo il processo di “assimilazione” sostenuto dalla scuola e da gran parte della classe politica. Alla fine degli anni Sessanta, in una Guadalupa in lutto per la repressione mortale del movimento sociale del maggio 1967, suonarono musica tradizionale, rifiutando di rivestirla di graziosità turistica e di costumi popolari in madras. D’istinto, suonarono un gwoka ruvido e contemporaneo, guidato dall’incendiario Guy Konkèt. Fu l’epoca dei decisivi dischi a 45 giri come Kann a la richès di Robert Loyson, che portò alla luce le parole più ardenti dei comizi sindacali. A casa sua a Sainte-Anne, Lukuber Séjor suonava con il flautista Olivier Vamur e con suo fratello Claude Vamur, che mise insieme una batteria con stoviglie di latta e divenne, qualche anno dopo, il batterista più influente dei Kassav'. Erano gli anni del programma Bumidom, quando i giovani guadalupensi venivano incoraggiati a emigrare nella Francia metropolitana. A vent’anni, Lukuber Séjor si imbarcò sul transatlantico Irpinia, sbarcò a Le Havre e prese il treno per la Gare Saint-Lazare: il percorso compiuto da migliaia di giovani antillani che andavano a studiare o cercavano lavoro, cercando al tempo stesso di mantenere un legame con la loro terra. In questo caso, fu alla residenza universitaria di Antony, dove Lukuber suonava il tamburo e partecipava a mille rinnovamenti e aggiornamenti del gwoka, mentre l’esilio rafforzava il bisogno di un legame spirituale con la terra natale. Nel 1978, Guy Konkèt suonò alla Salle Wagram, un evento storico per la musica antillana. Dopo aver fatto da répondè – cioè da corista di sostegno – in uno dei suoi album registrati in casa, Lukuber si unì al suo gruppo dal vivo. A poco a poco, divenne uno degli artisti chiave di un circuito parallelo allo spettacolo francese. A una festa studentesca a Caen, incontrò una giovane donna della Martinica che, all’epoca, era più motivata dalle sue ambizioni di artista visiva che dalla sua vocazione di musicista. Si chiamava Jocelyne Béroard e, qualche anno prima di tuffarsi nell’avventura dei Kassav' e diventare la più grande cantante antillana della sua generazione, disegnò la copertina dell’LP di Lukuber Séjor. Questa ambizione era evidente e imponeva la propria volontà. Si formò un gruppo più o meno stabile, con Roger Raspail, Rudy Mompière ed Éric Danquin ai tamburi ka, Claude Vamur ai ti bwa, Olivier Vamur e Françoise Lancréot ai flauti e Annick Noël alle tastiere. Lukuber Séjor è deciso ad ampliare la tavolozza del gwoka ad altri strumenti, mentre la rivoluzione del jazz-rock apre mille nuove porte. Annick Noël suonerà un’ampia gamma di timbri e trame al pianoforte elettrico e al sintetizzatore. Un’altra novità: i répondè sono due uomini e due donne, Roger Raspail, Olivier Vamur, Françoise Lancréot e Maryann Mathéus... Mizik Filamonik - Spiritual Sound è un’autoproduzione nella quale il cantante e capogruppo investì tutti i suoi risparmi, concedendosi non più di un solo giorno in studio. Il primo lato è più un manifesto musicale, con i primi due brani, Éritage e Penn é plézi, che sono strumentali. Il terzo, Son, celebra con forza la necessità per i guadalupensi di legarsi al gwoka. In effetti, la copertina di Jocelyne Béroard mostra un tambouyé nell’ombra di un cielo nuvoloso, contro il quale sorge un sole raggiante la cui luce presto inonderà l’intero paesaggio. La sagoma e il volto di quest’uomo evocano con forza l’immenso Vélo, maestro del ka, allora respinto ai margini della società. Il secondo lato dell’LP sorprende. Dal punto di vista formale, tre brani sono esplicitamente collegati come le tre parti di un trittico. Primyé voyaj evoca la spaventosa tribolazione degli africani deportati come schiavi in Guadalupa; dézyèm voyaj parla del programma Bumidom e delle forze economiche, politiche e sociali che spingono i giovani guadalupensi verso il miraggio della prosperità in Francia; twazyèm voyaj chiude il ciclo con il ritorno degli emigrati dall’Europa dopo anni lontani dalla loro isola... Questo gwoka, ossessionato dalla necessità di salvare spiritualmente la Guadalupa, parla ben oltre il pubblico politicizzato. Mizik Filamonik - Spiritual Sound divenne subito un classico, anche se Lukuber Séjor non fece mai davvero carriera come musicista. Del resto, l’album uscì nel 1980, senza risorse promozionali in Francia o in Guadalupa – e quindi senza concerti. L’autore, compositore e interprete trentaduenne compì il suo terzo viaggio di ritorno in Guadalupa. Avviò una piccola attività di falegnameria, che perse con l’uragano Hugo nel 1989. La sua altra attività, l’insegnamento in un istituto medico-educativo, divenne il fulcro della sua vita professionale. Continuò a essere un militante attivo: militante per la lingua creola, militante per il risveglio dell’identità, militante per l’educazione speciale, militante per mille cause che accendeva con il suo entusiasmo generoso e perspicace, come la difesa delle patatine fritte di frutto dell’albero del pane... Gli echi del suo album del 1979 non si sono spenti. Certo, l’uso di Penn é plézi come sigla degli annunci funebri di Radio Guadeloupe dal 1980 al 1992 lo ha mantenuto nella memoria collettiva, ma continua a cantare e comporre a tratti, come con il suo gruppo vocale tutto al femminile Vwapoulouéka... Ancora convinto che la musica sia un mezzo per liberare lo spirito, prosegue il cammino di un giovane desideroso di dispiegare la forza della musica e della lingua creola.