Church - How Long / Da Da Song Vinyl - Vinyl Record
RELEASE

Chiesa - Quanto a lungo / Canzone Da Da

LABEL:   AYO Music Group

ARTISTS: Church
RELEASE DATE: 2026-01-19
CATALOGUE NUMBER: AYO0001
FORMAT: 7" Vinyl
STYLE: Funk / Soul, Soul, Reissue

Church – l’idea di Joe Washington – furono un gruppo insieme fortunato e sfortunato a emergere negli anni Settanta. Fortunato, perché cavalcarono un’ondata di attivismo comunitario, messaggi edificanti e un momento in cui la musica contava davvero. Sfortunato, perché proprio quegli stessi tempi fecero sì che la loro produzione compatta e sentita passasse inosservata. Dalla metà degli anni Sessanta fino a circa il 1980, soul e funk furono straordinariamente ricchi. Le grandi uscite dell’epoca sono invecchiate come vino pregiato, eppure innumerevoli tesori nascosti restano sepolti. L’unico 45 giri dei Church era uno di questi. La loro uscita ipnotica del 1976 “How Long” con sul retro “Da Da Song” arrivò lo stesso anno di Songs in the Key of Life di Stevie Wonder, I Want You di Marvin Gaye, Diana di Diana Ross, e in un periodo in cui la musica nera di grande diffusione si stava spostando verso la disco. I Church, però, suonavano come Sly & The Family Stone in una linea temporale alternativa — ruvidi, concentrati, spogli di orpelli. “Da Da Song” è polenta e sugo allo stato puro: batteria furiosa e serrata e parole che sembrano insieme una supplica ai disc-jockey perché mettano il loro disco e un’esortazione a tenere viva la festa, che li si noti o no. Va a fuoco dall’inizio alla fine in appena due minuti e mezzo. “How Long” è un universo a sé. Dove “Da Da Song” è essenziale fino all’osso, “How Long” intreccia in meno di tre minuti fili portanti della musica nera: tocchi di jazz spirituale con un sassofono alla Gary Bartz, sottintesi di gospel-blues, ed echi della creatività nera dell’epoca venata di spirito “flower power” — The Undisputed Truth, The Family Stone, perfino la libertà poetica di Nikki Giovanni. Il testo è una supplica senza tempo per l’amore.

I Church si formarono nella Bay Area all’inizio degli anni Settanta, plasmati dal movimento, dalla cultura e dall’attivismo del tempo. Joseph Washington, di base a San Jose, non inseguì mai una carriera musicale — per lui, la musica era un modo per unire le persone. Prima dei Church, guidava un gruppo di accompagnamento chiamato Wash, poi aggiunse la cantante gospel Linda Williams (nata Stephens) e Joel Como, nato a New York, allo xilofono, per completare la formazione. Provavano nel garage di Joe, si facevano conoscere con il passaparola e suonavano a ogni ingaggio possibile: università nere, aperture per The Whispers, feste di quartiere in casa. Alcuni membri studiavano al Nairobi Junior College di East Palo Alto, allora un focolaio di attivismo della comunità nera, con la rivoluzione nell’aria e messaggi intrecciati in modo naturale nella musica. Questo 45 giri è un messaggio di quell’epoca, che finalmente riaffiora — pronto a essere campionato, proprio come un altro brano di Joe Washington, “Look Me in the Eyes”, lo è stato in “First Person Shooter” di Drake e J. Cole. Queste rare melodie, piene di slancio, chiedono a gran voce una nuova vita attraverso i campionatori, ancora e ancora.

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