James K - Amico
LABEL: AD 93Un varco del portale, Friend è il compimento di un decennio di lavoro di K; i cui cancelli brillano come un lento gocciolio di infusione melodica, insieme rimedio e interrogativo. Friend racchiude una prassi di tutta una vita di fare musica d’istinto, offrendo un suono più preciso e controllato, con versioni dei brani che vanno a fuoco come ricordi ritrovati. Procedendo a tentoni tra le trame sonore, in un ritorno all’intimità e alla chiarezza della voce con una fusione di tecnica affinata, questi paesaggi sonori stendono nel tempo un’ossatura che ripercorre la storia della sua pratica.
james K è stata un punto cosmico dell’estetica sotterranea in tutto il mondo, come cantante, produttrice, artista e collaboratrice. Le sue voci ariose e ondeggianti hanno aleggiato su alcune delle musiche migliori dell’ultimo anno. Ampie ed eteree, ti fanno sentire come se la chiamata arrivasse dall’interno della casa. Si possono seguire i punti di contatto lungo il suo vasto catalogo, dall’urgenza fondativa dell’esordio Rum EP del 2013, all’elasticità prismatica di PET (She Rocks!/Dial), alla strana, viscerale e, a tratti, sepolcrale ebbrezza di Random Girl (Incienso), fino all’estasi universale della ninna nanna trip-hop ‘Scorpio’ (AD 93). Ancora oggi, la sua carriera trasmutativa ha portato K a raccogliere un mazzo di collaborazioni con artisti come Heith, Moin, Fergus Jones + Huerco S., Priori, Yves Tumor, Drew McDowall, LEYA e altri.
Friend è il ritorno di K al nucleo; ogni brano è ancorato a passato, presente e futuro: tutti intrinsecamente connessi, eppure ciascuno comprime la propria emozione grezza, trasmutando lungo uno spettro di manifestazioni pienamente compiute. K tiene un prisma sul personale e lo riflette verso l’esterno, illuminando il suo blues con una vivace accettazione dell’amore. Di base a New York, dove è nata e ha vissuto gran parte della sua vita, c’è una continua evoluzione della città che lei incarna nel suono, come la crescita, il decadimento e il tira e molla di relazioni e spazi. Al cuore di questi incroci c’è la cultura dei rave fai-da-te, casalinga e in perenne trasformazione, che continua a incarnarsi e a scorrere attraverso vite proprie. Questa ecologia attraversa le linee geografiche e resta il punto di riferimento e il nucleo della vocazione di james K: la spina dorsale e l’infrastruttura da cui alla fine si coagula il suo distintivo dominio di chitarra intrecciata e arrangiamenti elettronici. Innestare frammenti del reale e del surreale è la provenienza da cui attinge nelle sue esibizioni internazionali, meditate ed emotive, tra cui Dekmantel, Sustain Release, Mutek, iii Points e altro. Il suo riconoscimento internazionale l’ha guidata sui palchi sia dei suoi contemporanei sia dei pionieri: tra questi James Ferraro, Robert Aiki Aubrey Lowe, Morton Subotnick, Nick Leon, Arushi Jain, Malibu e Priori, fra gli altri.
Friend è stato scritto e prodotto in studi tra New York e Montréal; con collaborazioni con contemporanei e amici, Special Guest DJ, Francis Latrielle, Ben Bondy, Patrick Holland, Hank Jackson e Adam Feingold. Il nuovo disco è sorretto dalla predilezione di K per la melodia in primo piano, che mette in risalto le sue ‘voci celestiali’. La sua resa scintilla dell’effetto Elizabeth Fraser: guidata anzitutto dal sentimento, la curvatura dei suoi testi indecifrabili cattura l’attimo fuggevole in cui l’euforia sprofonda in una malinconia quieta,’ e uno stato di flusso sognante di produzione ad alta fedeltà, dalle trame morbide e dai dettagli finiti. La disponibilità di K a mostrarsi vulnerabile — a addentrarsi e orientarsi a tentoni nell’assenza di confini — è la sua firma: esplora i contorni di tutti i generi e getta le basi per nuove conversazioni tra artisti.