Tommy Guerrero - Un pochino di qualcosa
LABEL: Be With RecordsÈ raro che un certo suono appartenga interamente a un artista. Pur essendo, innegabilmente, un guazzabuglio di influenze impeccabili – dal blues al folk, dal latino al funk polveroso, al soul e all’hip-hop – non si può ascoltare un brano di Tommy Guerrero senza riconoscerlo subito come suo, e solo suo. Il pattinatore di culto di San Francisco è conosciuto in tutto il mondo come uno dei membri originari della leggendaria squadra “Bones Brigade”. E, da polistrumentista di grande valore, la sua anima distesa è amata da tutti coloro che si sono crogiolati nel suo bagliore beato. C’è qualcosa di elementare in questa musica che smuove davvero l’anima. Di una bellezza folgorante e subito irresistibile, è una sorta di magia guidata dalla melodia, fondata sul ritmo, alimentata dal funk. Nell’esecuzione c’è una serenità e un cuore che irradiano calore e splendore, come se fossero stati forgiati per tramonti senza fine. I suoi album usciti su Mo Wax a cavallo del cambio di secolo sono stati custoditi con cura fin dalla pubblicazione, e sono due dei suoi LP più vitali che abbiamo l’onore di riproporre. Gli originali furono stampati in silenzio su un unico disco in vinile, così quest’anno abbiamo lavorato a stretto contatto con Tommy per offrirvi queste nuove edizioni limitate. Sono stati rimasterizzati con amore, incisi belli potenti su doppio vinile pesante e presentati in copertine apribili di lusso. A Little Bit Of Somethin’ è un gioiello quietamente maestoso. Colmo dei “ritmi sciolti” orizzontali di Guerrero, questi strumentali brevi ma innovativi mostrano una ricca varietà e, per questo, compongono un LP dal titolo quanto mai azzeccato. Un ascolto incantevole dall’inizio alla fine, fu subito considerato imprescindibile all’uscita per Mo Wax nel 2000. È invecchiato in modo straordinario. In tutta questa raccolta ispirata, la semplicità è la chiave. Nel metterla in campo, Guerrero presenta un paesaggio sonoro melodico splendidamente cesellato. L’approccio distintivo e mellifluo del suo stile chitarristico, che fonde motivi brasiliani, cubani, messicani, soul e jazz, è insieme sorprendentemente nuovo e seducentemente familiare. Su percussioni senza fretta, la musica libera un flusso cristallino di frequenze risanatrici, creando un’atmosfera fragile e ipnotica. Ogni traccia dura circa tre minuti e, con la mancanza di lucidatura da studio o di adesione alla struttura tradizionale della canzone, è sorprendente come questo disco enigmatico riesca a pretendere la tua attenzione. Eppure, grazie al suo dinamismo gentile e a un’esecuzione notevole, ci riesce eccome. Pur restando risolutamente sottotono, questa estetica a bassa fedeltà appare davvero organica e straordinariamente personale; la sua intimità potente crea un legame autentico. È ciò che rende questo album tanto amato da chi ha la fortuna di conoscerlo già. Dalla copertina davvero iconica di Margaret Kilgallen alla musica racchiusa al suo interno, tutto scorre con una naturalezza brillante. Le idee musicali di Guerrero restano costantemente avvincenti, rendendo impossibile scegliere dei momenti di spicco. La deriva svagata dell’album sfiora esercizi di jazz-fusione e batterie hip-hop al rallentatore, post-rock sperimentale alla maniera dei Tortoise e trame sonore cinematografiche. È insieme velato, leggero e rimbalzante, eppure cupo e intriso di blues. Il soul latino di El Chicano si mescola al jazz arioso di Grant Green. Impiegando chitarre e macchine ritmiche per creare un arazzo ritmico spoglio di canzoni ammalianti e irresistibili, affiorano persino tracce dei The Durutti Column. Un po’ di country, un po’ di rock & roll. A Little Bit Of Somethin’, appunto.