RELEASE
Vari - Enigmi di Tokyo 1976-1985
LABEL: Time Capsule
Se esiste un anno zero per l’introduzione della musica reggae in Giappone, si potrebbe pensare che sia il 1979, quando Bob Marley e i Wailers hanno girato il paese, seguiti da un seguito di giornalisti, fotografi e fan pronti a diffondere il messaggio della musica in ogni angolo della società giapponese. Ma la storia del reggae giapponese non è lineare, e la musica raccolta in Tokyo Riddim 1976-1985 cattura il momento in cui il J-reggae entrò nella coscienza pubblica più ampia, fondendo lo stile commerciale del city pop con un ritmo coinvolgente, che ha suscitato paragoni con l’emergere del Lovers Rock nel Regno Unito. Piuttosto che guardare direttamente alla Giamaica, molti produttori e artisti in Giappone si sono ispirati invece ai suoni più accessibili di The Police e UB40, il loro interesse per il reggae arrivato filtrato attraverso la lente del pop new wave britannico. Giocosi e ritmati, questi brani meno noti dell’album sono stati trascurati troppo a lungo. Tra questi ci sono Miki Hirayama, la cantante idol che ha preso in prestito la linea di basso da Natural Mystic di Bob Marley in ‘Denshi Lenzi’, Chu Kosaka, che si è recato alle Hawaii per registrare ‘Music’ ispirato a Jimmy Cliff, e Marlene, la cantante filippina la cui cover di ‘Hittin’ Me Where It Hurts’ di Roberta Flack deve molto all’ossessione del suo produttore per il suono Compass Point di Sly & Robbie. Poi c’era Izumi “Mimi” Kobayashi, che ha coinvolto i Babylon Warriors per eseguire una versione doppiata del suo brano ‘Lazy Love’, il suono city pop incontra new wave reggae di ‘Coffee Break’ di Miharu Koshi, il brano contro l’apartheid ‘Johannesburg’ di Junko Yagami e Lily, il cui ‘Tenkini Naare’ è stato prodotto da Ryuichi Sakamoto e chiude la raccolta con un tocco di classe. Sebbene queste storie non seguano sempre narrazioni lineari, offrono una riflessione più accurata sui modi indiretti in cui gli stili si infiltrano l’uno nell’altro e, nella loro ingenuità, hanno il potenziale di creare qualcosa di meravigliosamente strano e del tutto nuovo. Precedentemente disponibili solo in Giappone, i brani di questa raccolta sono una testimonianza di quella curiosa alchimia. Tokyo Riddim 1976-1985 è pubblicato in vinile e come download completo dell’album (senza streaming), con un’opera originale dell’artista giapponese Noncheleee, con base a Fukuoka, la cui copertina rende omaggio all’iconica grafica degli album dancehall di Wilfred Limonious. Pubblicato il 1° settembre, Tokyo Riddim 1976-1985 fa parte della serie Nippon di Time Capsule, una serie libera di raccolte che esplorano diverse scene musicali del Giappone dagli anni Sessanta agli anni Duemila.