Spacer - IV EP Vinyl - Vinyl Record
RELEASE

Distanziatore - IV EP

LABEL:   Slush

ARTISTS: Spacer
RELEASE DATE: 2025-05-23
CATALOGUE NUMBER: SLUSH003
FORMAT: 12" Vinyl
STYLE: Deep Tech

Con la terza uscita, Slush Records rimasterizza e ristampa Spacer IV, ovvero il ricercato EP del 1997 di James Zeiter pubblicato su Pleasure Records. Autore di una lunga serie di dischi celebrati sotto numerosi pseudonimi, il suo suono è amato per il modo in cui gravita tra le sfere della trance progressiva e della dub techno atmosferica. Questo EP di quattro brani, però, vede James avventurarsi in territori inesplorati, esplorando uno spettro più melodico, tinto di house, prima di tornare al sottobosco techno-trance progressivo. Nato nel 1995, Spacer IV era già passato dalle schiere delle white label a tiratura limitata a diventare il nome impresso su uno dei dischi più venduti di Pleasure quando questo EP uscì. Con sole 195 white label del suo primo disco ARC 1/ARC 2 stampate, una copia fu consegnata a Pete Robinson di Robs Records. Da quella uscita fu scelto ‘ARC 2’, affiancato da un nuovo brano, ‘ARC 3’, e pubblicato con una stampa vera e propria sull’etichetta Pleasure, costola di Robs Records, con un successo notevole. Arriviamo al 1997 e James decide di allontanarsi dal suono techno intriso di trance di quelle prime uscite. Assorbendo elementi per osmosi, questo EP lo vede mettere alla prova acque nuove. Con l’hardware limitato che aveva a disposizione, tra cui un campionatore Akai S950, un Ensoniq ESQ-1 e un Novation Bass Station 1, James incide quattro brani da club distintivi e versatili. ‘Sirocco’ apre l’EP: una frizzante scarica di endorfine che solo i brani davvero senza tempo sanno suscitare. Tappeti sonori in eco alimentano mormorii acid, adagiati su breakbeat polverosi e un sub-basso tremolante. Un’esplorazione sonora, insieme eterea e energizzante, che prende spunto da break, ambient, musica da rilassamento e house. È uno di quei rari brani capaci di farti fluttuare via o di alimentare l’euforia, tirando al tempo stesso le corde del cuore. Segue ‘Mono’, che unisce piste da ballo a testa bassa con l’abbraccio di climi più caldi. È profondo e intriso di Detroit, ma sostenuto da una linea di basso dream house che sembra uscita dalla riviera italiana. Una dose di euforia a occhi chiusi che colpisce nel punto giusto. Sul retro, James torna in territori più familiari con ‘Jetson’ e ‘Dust’. Il primo è una scarica di house progressiva d’era spaziale: bontà psichedelica, ipnotica e trainante, che mostra la capacità di James di inchiodare il corpo a un solco ritmico e, insieme, spedire la mente in un altro mondo. Il secondo chiude l’EP, offrendo un pestatore da club attraversato da vortici acid, che cresce senza sosta d’intensità prima di lasciarti cadere nel vuoto dello spazio profondo.

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