The Beta Band - I tre EP
LABEL: Because MusicHo scoperto i Beta Band, come ho scoperto tanta ottima musica, in sostanza cedendo alla fine alle esortazioni entusiaste di un amico più in gamba di me. Continuava a fare proselitismo sugli EP. Io, a quel punto, ero perso per le sale da concerto e ben piantato in pista da ballo, e molto restio; però mi affascinava parecchio l’idea che un gruppo pubblicasse degli EP invece dei singoli. Quando li ho ascoltati, sono rimasto subito conquistato dalla loro originalità e dalla loro forza. Il gruppo, quindi, è stato decisivo per me nel mio percorso musicale, perché ha rappresentato una porta d’accesso per tornare alla musica indipendente di chitarre, che avevo praticamente abbandonato da quando mi ero fissato con la musica da rave e l’acid house. I Beta Band erano davvero un gruppo per gli intenditori più alla moda – come il mio amico – quelli per cui finisci per fare un po’ la figura dell’imbecille quando provi a convertire persone piuttosto normali e noiose. Le emozioni che suscitavano erano una specie di ritorno ai tempi di scuola, quando eri molto pomposo e categorico su ciò che ti piaceva, e sprezzante verso i non credenti. È una prova della forza della musica il fatto che riuscissero a riportarmi allo stato grezzo del me più giovane. L’ho presa sul personale che non siano arrivati al grande pubblico. Almeno due dei tre album che hanno fatto meritavano lo status di quadruplo platino. Hot Shots II e Heroes to Zeros sono stabilmente piazzati molto in alto nella mia lista dei cento migliori album di sempre. Perciò, il ritorno dei Beta Band mi fa entrare nello stesso stato di attesa immatura, adolescenziale. Tutti dovrebbero avere gli album e gli EP dei Beta Band nella propria raccolta. Mi dà ancora un po’ fastidio – anzi, mi fa incazzare di brutto – che la maggior parte non li abbia. E questo, davvero, significa qualcosa.