ESG - Continua a muoverti
LABEL: Fire RecordsSembra che qualcuno abbia lasciato la luce accesa in studio e che tutto sia andato avanti da solo; c’era stato un bizzarro intervento umano all’inizio della giornata ma, per una sorta di osmosi darwiniana guidata dalle macchine, le tracce registrate hanno trascorso le ore piccole a ridursi e semplificarsi da sé. Marinate nella musica. «Credo più nelle forbici che nella matita», disse Truman Capote. «La semplicità è la suprema raffinatezza», sosteneva Leonardo da Vinci molto prima. Sì, è lo spazio attorno all’oggetto, ciò che lasci fuori, a rendere così importante ciò che lasci dentro. Le ESG lo sanno. Certo, sanno stare al gioco, ma è l’andatura spavalda del ritmo e la guarnizione minima – come un dolcetto al contrario – a rendere così affascinante questa singolare sorellanza newyorkese in ‘Keep On Moving’. Campionato negli spot televisivi, lodato dalla critica e adorato in pista, il post-punk delle ESG ha tolto di mezzo il grunge e ha lucidato l’essenziale. Aprilo e «meno è più» è scritto da cima a fondo. ‘Keep On Moving’ è uscito oltre dieci anni fa tra grandi elogi (Q disse che era «ancora meglio» dell’amatissimo ‘Step Off’ del 2002). Le ESG erano state compagne di schermaglie per i PiL e per il primo hip hop e, quattro anni dopo ‘Off’, erano su qualcosa di nuovo: il ritmo come nucleo; trame riflessive sulla gestione delle relazioni, la sensualità e la follia si raccolgono attorno alla fissazione del basso, ma sono molto più sfocate dei battiti incessanti. Senza volerlo smascherano la techno e il glitch e lasciano fuori ogni sorta di fronzolo superfluo. È duro e fa pulsare le tempie. Alza il volume. E continua a muoverti