RELEASE
Ian Carr - Belladonna
LABEL: Mr Bongo
Riedizione ufficiale masterizzata a metà velocità del celebre ibrido jazz-fusion-rock del trombettista e direttore d'orchestra britannico Ian Carr, ‘Belladonna’ del 1972. Originariamente pubblicato dall'etichetta Vertigo, completo del centro disco con il design ‘swirl’ da collezione, questa rara gemma jazz-rock-fusion presenta alcuni dei migliori musicisti jazz britannici degli anni ’70. Composto da gruppi come Nucleus, la band di Brian Auger, Soft Machine, il gruppo di Stan Tracy, i musicisti includevano Brian Smith (sassofoni tenore e soprano, flauti alto e di bambù), il leggendario chitarrista Allan Holdsworth, Dave MacRae (pianoforte elettrico Fender) e il bassista Roy Babbington, solo per citarne alcuni. Considerato un punto di riferimento nella carriera di Ian Carr, ‘Belladonna’ è pervaso da escursioni atmosferiche e qualità eteree, oltre a un’estetica fusion più cupa e una sensibilità prog-rock grazie all’eccezionale chitarra di Holdsworth. L’atmosfera cupa ma ritmata dell’album richiama l’era elettronica di Miles Davis alla ‘In A Silent Way’. L’album si apprezza al meglio se ascoltato nella sua interezza. Ci sono alti e bassi, con alcuni brani che risplendono lungo il percorso. Tra i pezzi più notevoli c’è la splendida traccia lenta ‘Summer Rain’, che possiede una brillantezza da colonna sonora / libreria e un assolo emotivo di pianoforte elettrico. Pur essendo stata registrata negli anni ’70, la traccia ha un suono senza tempo, un funk malinconico spesso utilizzato ancora oggi in produzioni hip-hop e beat tape. L’introduzione lunga e dilatata di ‘Mayday’, simile a quella di ‘Shaft’, costruisce la tensione fino al rilascio percussivo quando la batteria entra dopo oltre tre minuti. Per dare a un disco di tale qualità il trattamento che merita, siamo stati ancora una volta fortunati a poter contare sull’esperienza del maestro del mastering e dell’incisione del lacche Miles Showell agli Abbey Road Studios, che ha realizzato un nuovo master a metà velocità lasciando che la musica parli da sé.