L.S. Diezel & Launch DAT - Disco di prova n. 5: Per amore di
LABEL: MysticismsMysticisms è lieta di presentare la musica di una delle ispirazioni dell’intera serie Dubplate: l’etichetta Digi Dub, meno conosciuta ma molto stimata. Proveniente dalla scena delle occupazioni abusive nel Sud-Est di Londra tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, la musica del responsabile dell’etichetta Lee Berwick e dei suoi sodali non somigliava a nient’altro dell’epoca. Non era una semplice ripresa del dub digitale proveniente dalla Giamaica: Digi Dub mescolava l’eredità del reggae con la cultura alternativa britannica, forgiando una versione unica.
Ispirato dal punk e dalle prime sperimentazioni elettroniche di gruppi come A Certain Ratio, Cabaret Voltaire e Throbbing Gristle, Berwick arrivò più tardi alla produzione musicale, dopo aver prima abbandonato una carriera da programmatore informatico per viaggiare in Asia, tornando dopo alcuni anni proprio mentre la “musica al computer” elettronica stava vivendo un fondamentale nuovo slancio nel 1988. Frequentatore abituale dei concerti di Jah Shaka, sopra la nascente scena rave di quel periodo, costruì con costanza uno studio incentrato sul campionatore Akai.
All’epoca, il Sud-Est di Londra, con la mancanza di linee sotterranee della “Tube” e collegamenti di trasporto difficili, contribuì a creare un proprio ecosistema sociale e musicale. Case occupate, negozi, locali e feste prosperavano attorno al triangolo Bermondsey, New Cross e Camberwell. Dopo aver incontrato Kenny Diezel e la Mutoid Waste Company, iniziò a formulare il suo “suono elettronico dub” suonando letteralmente dal vivo per migliaia di raver dagli occhi spalancati alle feste Mutoid Waste.
Registrando come Launch DAT, i primi brani con Kenny presero forma e, presto, con l’ingresso di Harry e Nick, il trio passò dal costruire un impianto audio alla nascita di L.S. Diezel. Amici fin dall’adolescenza, Harry e Nik passarono dal suonare in gruppi e improvvisare dub di Sly and Robbie al trasferirsi dalla campagna delle Home Counties alla Peckham urbana, entrando nell’orbita di Mutoid Waste e della scena delle occupazioni e delle feste.
Con l’aggiunta di Atari S1000HD, Akai S3200XL, sequenziatore Alesis e Roland 303, il suono si ampliò ma lo spirito grezzo rimase. Le prime registrazioni con Berwick, nel bellissimo “stile Lovers” di For The Love Of e nel suo accompagnamento dub strumentale essenziale “Stepper” in Bad Boys, così come un primo tentativo di fusione tra dub digitale e hip hop in Skunk Funk, catturano tutte l’essenza di quel periodo londinese.
Tuttavia, l’inclusione della fondamentale Suicidal Dub, che diede il titolo al loro album d’esordio e fu registrata su un autobus alcuni anni dopo, quando i Mutoid si erano trasferiti a Rimini, Italia, offre uno sguardo sul futuro. Salutata come un classico proto-dubstep, è stata a lungo ricercata e la sua presenza rende questa raccolta imprescindibile.
Mutate The Mystery.