Who's Who - Who's Who Vinyl - Vinyl Record
RELEASE

Chi è chi - Chi è chi

LABEL:   Be With Records

ARTISTS: Who's Who
RELEASE DATE: 2025-03-28
CATALOGUE NUMBER: BEWITH186LP
FORMAT: 12" Vinyl
STYLE: Disco-Funk

Disco-dinamite rarissima di Daniel Vangarde, il padre di Thomas Bangalter (Daft Punk). Prima ristampa ufficiale in vinile in assoluto nel 2025, vinile da 140 g: "Daft Punk mi ha portato qui, mi ha portato Daft Punk". Il solo sapere che questa scheggia di disco-dinamite rarissima è stata creata dal padre di Thomas Bangalter dovrebbe bastare a fartela comprare a colpo sicuro, anche solo per capire un po’ meglio le origini di Thomas e dei Daft Punk. Ma qui c’è molto più di una curiosità di famiglia dei Daft Punk. Nato Bangalter nel 1947, Daniel Vangarde è un autore e produttore francese. Nel 1975 Vangarde fondò la sua etichetta, Zagora Records, con la quale abbiamo lavorato a stretto contatto per questa ristampa curata con amore. Per anni Vangarde ha scritto e prodotto brani rimasti nell’ombra, sotto vari pseudonimi e per diversi artisti. Soprannominato "il padre segreto della disco francese", questo petardo pieno di ritmo — con il nome d’arte Who’s Who — è per gli amanti della disco-funk, della musica da biblioteca e dei battiti cosmici. L’intensa, evocativa apertura "Palace Palace" pulsa in modo evidente di energia grezza e, a dirla tutta, suona come qualcosa uscito da Discovery dei Daft Punk. Il titolo rimanda al club parigino alla moda Le Palace, in sostanza lo Studio 54 di Parigi. "Ero stato in un locale notturno a New York, un grande anello dove la gente pattinava a rotelle con un fischietto. L’atmosfera era fantastica. La musica era tutta disco. Ho fatto questo brano quando sono tornato. Un vocoder ha trasformato la mia voce. All’epoca non si usava molto." Il brano scorre su un ritmo micidiale ed è ingannevolmente complesso, con strati di percussioni splendide e un lavoro di sintetizzatore di prim’ordine che si intreccia ovunque. Ascoltato in ripetizione, la sua brillantezza è semplicemente innegabile. Il brano vischioso e al rallentatore "Hypno Dance" è, secondo Be With, *il* pezzo letale da pista. Un’elegante fetta di disco spaziale di prim’ordine, ancora una volta pensata per la mania del ballo sui pattini a rotelle di quei giorni. Così profondo, così disco, così strumentale. Un brano irreale e, come suggerisce il titolo, totalmente ipnotico. Il lato si chiude con il piuttosto trascurabile "Popeden": è un pezzo brioso che, a essere sinceri, probabilmente è meglio saltare. Ti abbiamo mai indirizzato male? Il lato B si apre con l’enorme "Roll Jacky Roll", un’altra entusiasmante, raffinata scorribanda da pista di pattinaggio, con melodie bellissime, amata in tutto il mondo. Lo sbilenco e astratto "Ad Libitum 80" è un rimbalzo elettro-funk a scatti, super potente e vorticoso, che sembra avanti anni luce rispetto al suo tempo. Potrebbe essere il vero gioiello nascosto, discreto, di questo disco. FATTO! Questo notevole LP si completa con il gigantesco "Dancin' Machine". Ha batterie levigate che sprigionano un’andatura assolutamente di prim’ordine e richiami al funk sintetico italiano. Un ritmo disteso e lento per tutta la durata fa sì che non si possa fare a meno di tirare fuori il proprio funk quando questo brano travolge gli impianti. Lasciamo l’ultima parola a Daniel: "Mi diverte pensare che mio figlio Thomas sia stato influenzato da 'Dancin’ Machine' per 'Around The World', dice. Entrambi i brani si basano su un ritornello ipnotico e ripetitivo. Entrambi i brani sono, naturalmente, pezzi senza tempo di genio europeo." Who’s Who è davvero un essenziale disco-funk da pattinaggio di fine anni ’70-inizio anni ’80. L’audio è stato rimasterizzato con cura dal collaboratore abituale di Be With Simon Francis, assicurando che suoni meglio che mai. Le competenze esperte di Cicely Balston hanno fatto sì che nulla andasse perso nel taglio, mentre i dischi sono stati stampati secondo il più alto standard possibile presso Record Industry in Olanda. Quando si è trattato della copertina, ci siamo trovati davanti a un problema insolito: di solito dobbiamo affidarci a una copertina originale come punto di partenza per il restauro, ma questa volta abbiamo potuto scansionare la trasparenza originale in 35 mm della foto di copertina. Il problema è che, con uno scanner moderno, i risultati erano molto più nitidi di quando realizzarono la copertina originale. Abbiamo giocato con l’esposizione e con la correzione del colore, ma ci dispiace dire che la nostra versione della copertina anteriore è comunque finita per sembrare troppo bella! Non odiateci.

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